Se sul motore di ricerca di internet si digita la parola ”prestiti” non si può sapere cosa ci aspetta. Un numero infinito di pubblicità e offerte che promettono di ricevere denaro a tassi vantaggiosi, quasi nulli, e che ci offrono quindi la possibilità di vedere la luna nel pozzo.
Oggi i prestiti, come crudelmente ci hanno insegnato gli scandali venuti fuori dall’ultima, e ancora nostro malgrado in corso, crisi economica mondiale, sono la croce e la delizia di milioni di persone nel mondo. Gli elevati livelli di disoccupazione, ma anche l’inadeguatezza dei salari in rapporto all’elevato costo della vita, hanno fatto sì che arrivare alla fine del mese, decentemente, sia più arduo di quanto si pensi, e la ricerca di un aiuto economico sia più che una norma.
Anni di benessere economico hanno portato la nostra società a non poter, e non volere, fare a meno di niente. L’assurdo, anzi l’amaro, sta nel fatto che spesso i prestiti, questi fari abbaglianti, abbiano la capacità di allentare, e subito dopo restringere, la morsa delle economie familiari.
Di pro ce ne sono a quantità: comprare ora un bene che per poterselo permettere dovrebbe attendere inverni migliori, comprare una casa che con il salvadanaio si sarebbe materializzata ad ottant’anni. I prestiti sono davvero una croce e una delizia: hanno il potere, soprattutto se stipulati a tasso variabile, di essere al tempo stesso una sogno di tranquillità e un incubo per la propria salute economica.
