Il mercato dell’auto in Italia ancora in crisi nel 2010.
Secondo le slide preparate da Fiat per i propri analisti le previsioni del primo trimestre dicono un chiaro ed eloquente meno 12% in Europa occidentale e Orientale con la Germania principale attore (non) protagonista delle vendite.
Inoltre senza gli eco-incentivi il segno negativo sarebbe ulteriormente gonfiato di un altro 4 %.
Numeri che rendono bene l’idea del difficile momento che sta attanagliando il settore e che sembra colpire oltre che il mercato delle vetture di nuova immatricolazione anche le auto usate di seconda mano.
Per i mezzi pesanti i timidi segni di ripresa sono previsti solo dalla seconda metà del 2010.
L’incertezza della domanda, prevalentemente legata alle restrizioni sul mercato del credito, sta creando non pochi problemi ai grandi costruttori automobilistici.
Forse è arrivato il momento di rivedere non solo la metodologia di produzione delle autovetture ma anche “il cosa” si vende.
Gli strumenti di mobilità studiati sulle esigenze della società di inizio ‘900 forse hanno fatto il loro tempo e con loro i sistemi creditizi che oramai fanno trattenere il fiato a tutti gli attori del mercato.
